IL PROGETTO

Competitività e sostenibilità della coltura del melograno in Puglia

Gruppo Operativo: CO.S.MEL
TITOLO DEL PROGETTO: Competitività e sostenibilità della coltura del melograno in Puglia

Soggetto Capofila: DURANTE ANTONIO
Responsabile tecnico scientifico: Prof.ssa Laura de Palma – Dipartimento DAFNE UNIFG
Importo del sostegno ricevuto dall’Unione europea
Importo richiesto: € 497.319,68
Importo ammesso: € 497.319,68

  ANALISI DEL CONTESTO E DEI FABBISOGNI DI INNOVAZIONE (PROBLEMI/OPPORTUNITÀ)

Con il crescere della domanda degli alimenti nutraceutici, anche il melograno ha notevolmente aumentato la sua presenza nella dieta degli italiani. Le sostanze antiossidanti ed i polifenoli presenti in questo frutto gli conferiscono effetti benefici sui radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e svolgono funzioni epatoprotettrici e protettrici dell’apparato urinario, in più l’alto contenuto di vitamina C svolge azioni immunostimolanti e antibatteriche. Per tali motivi, il consumo europeo ed italiano di tale prodotto ha registrato incrementi dal 2014 al 2015 intorno al 25% (Il Sole 24 Ore).

Dal lato della produzione, nel 2017 la regione Puglia si è confermata come secondo produttore nazionale dopo la Sicilia, con un volume di circa 2.000 tonnellate su un totale nazionale di 7.000 (30%) (ISTAT). Il melograno si adatta infatti molto bene all’ambiente pugliese e salentino in particolare, in quanto tollera la siccità anche se solo per brevi periodi. Le superfici nel 2013 di melograno coltivato a livello regionale si attestavano sui 67 ettari facendo della Puglia il primo produttore nazionale, ma, grazie all’iniziativa dell’imprenditoria agricola, in breve tempo si è osservato un rapido incremento delle superficie con 313 ettari nel 2017 (ISTAT).

Per cogliere fino in fondo questa opportunità – crescita della domanda e vocazione regionale – in accordo con quanto emerso dal confronto con le aziende agricole, con le aziende di trasformazione e commercializzazione e con gli enti di ricerca, il GO chiede di mettere a punto linee guida tecniche per gli attori della filiera nell’impianto del frutteto (sesti di impianto, sistema di allevamento), nella sua gestione annuale (nutrizione minerale e idrica, gestione fisiopatie, controllo degli insetti fitofagi, ecc.) e nella conservazione e trasformazione dei frutti, il tutto nell’ottica di produrre frutti di elevata qualità, rispettosi della vocazione e dell’identità della regione pugliese.

  LIVELLO DI INNOVATIVITÀ (INNOVAZIONE/I DA INTRODURRE)

Si prevede di introdurre un sistema armonizzato di soluzioni agronomiche e tecniche di precisione attraverso cui migliorare la produzione e la qualità delle melagrane.

Le norme eco sostenibili della Regione Puglia contemplano solo un limitato numero di insetti dannosi per i quali risultano autorizzati solo un ristretto numero di molecole insetticide (p.a.) e altri mezzi di controllo (es. “attract and kill” per la mosca della frutta). Per la carenza di p.a. autorizzati sulla coltura, l’adozione di strategie integrate di controllo dei fitofagi dannosi risulta di fondamentale importanza.

L’ottimizzazione delle tecniche prese in prestito da altri settori, essenzialmente basate sulla “tecnologia ad ostacoli” (hurdle technology) per la produzione di arilli freschi (pronti per il consumo) e per la conservazione dei frutti, rappresenta una fondamentale innovazione, anche al fine di rispettare le proprietà sensoriali e nutrizionali tipiche del melograno coltivato nella Regione Puglia.

  GLI OBIETTIVI

L’obiettivo generale del progetto è migliorare la competitività e la redditività della filiera del melograno in Puglia a cominciare dal distretto produttivo salentino, che per primo ha perseguito la sua coltivazione. La valorizzazione della coltura verrà perseguita attraverso la messa a punto ed il trasferimento di soluzioni sia agronomiche che tecnologiche. Si intende partire dall’implementazione delle tecniche d’impianto, di coltivazione e di difesa, con il fine migliorare i risultati della produzione sia in termini quantitativi che in termini qualitativi, per poi proseguire con la messa a punto di tecnologie per prolungare la conservazione del frutto.

Il fine ultimo è fornire al territorio pugliese nuovi strumenti operativi collaudati localmente per incrementare la competitività delle imprese coinvolte, anche incentivando il consumo di questo frutto mediante l’offerta di arilli ready-to-use.

L’idea progettuale si basa sul perseguimento dei seguenti obiettivi operativi:

  1. Innovare l’approccio della tecnica agronomica, definendo linee guida volte ad incrementare produttività, dimensioni e omogeneità dei frutti, resa in succo, nonché ridurre l’incidenza di fisiopatie e scarti produttivi:
  2. confronto tra sistemi di gestione del frutteto (distanze d’impianto, sistemi di allevamento/gestione della chioma, regolazione del carico produttivo con messa a punto d’interventi di diradamento di fiori/frutti);
  3. confronto tra nuove tecniche e programmi di fertilizzazione (macro e micro elementi, applicazioni fogliari, fertirrigazione, biostimolanti), con particolare attenzione agli effetti sulla qualità e del frutto e suscettibilità a cracking e scottature;
  4. razionalizzazione della nutrizione idrica per l’uso efficace e sostenibile di questa risorsa.
  5. Implementare il controllo sostenibile dei fitofagi dannosi nei melograneti, quali Zeuzera pyrina, Cryptoblabes gnidiella, Ceratitis capitata.
  6. Armonizzare soluzioni tecnologiche per la produzione di arilli di melagrana pronti per l’uso.
  7. Valutare gli impatti ambientali delle operazioni lungo il processo produttivo.
  8. Valutazione dell’impatto economico delle innovazioni introdotte tramite l’analisi di redditività.
  9. Valorizzare i nuovi prodotti individuando i mercati di destinazione più interessanti.
  10. Rendere più efficienti i rapporti contrattuali e non tra gli operatori della filiera.

  EFFETTI PRODUTTIVI, ECONOMICI, AMBIENTALI E SOCIALI

I principali effetti attesi dalla realizzazione del progetto sono i seguenti.

Sotto l’aspetto produttivo si attende un miglioramento della produzione ettariale, in termini di quantità e qualità, unitamente all’incremento della superficie coltivata e ad un aumento delle strutture di conservazione e lavorazione delle melagrane. La naturale vocazione della Puglia e il know how messo a punto e trasferito con le attività previste dal progetto dovrebbero infatti consentire ai produttori Pugliesi di cogliere le opportunità derivanti da un mercato dinamico ed in forte crescita.

Sotto l’aspetto economico, l’efficientamento della filiera, sia nella fase agricola sia in quella di trasformazione e commercializzazione, dovrebbe favorire la redditività di tutti gli stakeholders, anche per via della riduzione dei costi di produzione e della miglior valorizzazione del prodotto (allungamento della catena del valore, conoscenza dei mercati).

Dal punto di vista ambientale, gli effetti attesi sono sostanzialmente due:

  • messa a punto di linee guida tecniche per l’efficientamento dell’intero processo di produzione e, quindi, per una sua maggior sostenibilità ambientale;
  • diffusione delle nuove pratiche sostenibili, grazie anche alle attività di comunicazione previste, con conseguenti impatti positivi sull’utilizzo dei fattori della produzione, acqua, fertilizzanti e agrofamaci in primis.

Per quanto concerne, infine, gli effetti sociali, si attende:

  • aumento delle opportunità di lavoro e dell’occupazione, sia a livello agricolo sia a livello di conservazione, trasformazione e commercializzazione;
  • miglioramento della qualità dei posti di lavoro, grazie alla redditività della filiera ed al miglioramento della sostenibilità dei processi di produzione;
  • miglioramento della “conoscenza”, a tutti i livelli della filiera, soprattutto per quanto riguarda le tematiche ambientali, di mercato, tecnologiche ed economiche;
  • arricchimento del panorama di prodotti salutistici offerti ai consumatori;
  • Aumento delle opportunità di diversificazione per gli oliveti danneggiati dalla Xilella fastidiosa.

  COERENZA CON IL PSR E CON ALTRI DOCUMENTI PROGRAMMATICI

La proposta ben si collega all’Area 1 di cui al Piano strategico per l’innovazione e la ricerca nel settore agricolo, alimentare e forestale 2014-2020: “Aumento sostenibile della produttività, della redditività e dell’efficienza delle risorse negli agro ecosistemi” (ex Art.9 dell’Avviso pubblico).

È, dunque, pertinente alla tematica del PEI: “Incremento della produttività agricola attraverso un uso più efficiente delle risorse naturali (…)”.

Il Piano di Azione, incentrato sulla “tutela della biodiversità” (ex Art.16 dell’Avviso pubblico) è, altresì, coerente con le FOCUS Area e i fabbisogni del PSR: Priorità 1 FA2A-2 “Offerta conoscenza tecnologica adeguata al contesto produttivo pugliese”;

  • Priorità 1 FA2A-3 “Disponibilità e fruibilità delle conoscenze scientifiche e innovazioni”;
  • Priorità 2 FA2A-9 “Processi di ammodernamento delle imprese agricole attraverso diversificazione prodotti e miglioramento tecniche (…)”;
  • Priorità 3 FA2A-15 “Processi di miglioramento della qualità e qualificazione prodotti agricoli e alimentari”;
  • Priorità 4 FA2A-22 “Diffusione di pratiche di razionalizzazione uso input (…)”.

Valorizzando la filiera del melograno in Puglia, attraverso l’armonizzazione di soluzioni agronomiche e tecnologiche, nonché mettendo a punto tecnologie funzionali al prolungamento della conservazione del frutto, la proposta concorre a “promuovere l’innovazione, il capitale umano e il networking” (“Smart Puglia 2020”, Obiettivo Specifico: 4).

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