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Notizie dal mondo CIA PUGLIA

Scopri il mondo CIA PUGLIA

CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, è un’associazione di categoria che si occupa di sostenere, tutelare e promuovere la figura dell’imprenditore agricolo e della sua attività. Offriamo servizi alla persona e alle imprese. CAF CIA, CAA, Patronato INAC e altro ancora.

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TERLIZZI E'XPERIENCE / Il fiorone nero di Terlizzi, della varietà Domenico Tauro, è una prelibatezza che si produce fra Terlizzi, Ruvo, Molfetta, Bitonto e Giovinazzo. Non è solamente un frutto, ma un simbolo condiviso di appartenenza, storia, identità, del binomio coltura e cultura. Da questa traccia profonda nasce “Terlizzi E’Xperience”, un progetto che unisce natura e architettura, design e promozione del territorio, attraverso un vero e proprio viaggio esperienziale tra i prodotti agricoli identitari (non solo il fiorone, ma anche gli ulivi, i vigneti, l’olio, il vino, l’uva, il florovivaismo) e le produzioni artigianali, artistiche, i concept dell’architettura applicati alla possibilità di vivere pienamente la bellezza di un territorio e, su di essa, “innestare” processi di sviluppo. “Il progetto ideato e promosso dall’architetto Tiziana Veneto è davvero importante”, ha spiegato Giuseppe De Noia, presidente provinciale di CIA Levante Bari-Bat, “ed è per questo che la nostra organizzazione ha deciso di supportarlo. Un progetto inclusivo, condiviso, a favore della valorizzazione dei nostri territori, perché pone le basi concrete necessarie a innescare processi di marketing territoriale che si abbracciano a sistemi culturali e di turismo lento e esperienziale, facendo sistema”.
L’iniziativa è stata presentata il 5 agosto. “Ai complimenti rivolti a Tiziana Veneto”, ha aggiunto De Noia, “aggiungo i ringraziamenti all’Amministrazione comunale per aver sostenuto il progetto”. Nel suo intervento, inoltre, il presidente di CIA Levante ha voluto rimarcare il lavoro e l’impegno di persone e realtà che, anche in questa occasione, hanno dato il loro importante contributo per valorizzare un progetto importante per la Comunità Terlizzese: Emma Ceglie, Carmine D’Aniello e Maria Teresa de Scisciolo del Comitato Feste Patronali, Francesco Di Palo (responsabile della Pinacoteca di Terlizzi), i Vivai Damiano Tempesta, la Flortec Tricarico e Mimmo Tricarico.
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SICCITÀ / Produzione olivicola a rischio. L'allarme lanciato dal presidente regionale e vicepresidente nazionale, Gennaro Sicolo, nel servizio del TgR Puglia ... See MoreSee Less

GELATE / Pubblicato il bando pubblico per “la presentazione delle istanze di contributo”. Legge Regionale n. 51, articolo 29 “Disposizioni a sostegno delle pratiche agronomiche straordinarie per la ripresa delle coltivazioni nelle aree colpite da gelata 2021”.
Il bando è pubblicato sul BURP della Regione Puglia n. 87 del 4 agosto.
Le domande devono essere presentate, improrogabilmente e a pena irricevibilità, all'indirizzo di Posta elettronica certificata (PEC) bandogelate21@pec.rupar.puglia.it entro e non oltre le ore 13 del 45° (quarantacinquesimo) giorno a partire dal giorno successivo a quello della data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia.
Ove tale data coincida con giorno non lavorativo o festivo, si intende spostata al primo giorno lavorativo successivo, vale a dire entro e non oltre le ore 13 del 19 settembre 2022.
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BIOMETANO / La OP Oliveti Terra di Bari, una delle più importanti e rappresentative realtà olivicole d'Italia e della Puglia, conferma il proprio ingresso nel capitale di Sorgenia Biopower, la società che nei mesi scorsi ha presentato alla Regione Puglia la richiesta di autorizzazione per la realizzazione e la gestione dell’impianto di biometano agricolo.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’emissione dell’autorizzazione unica ambientale dell’impianto da parte del Comune di Terlizzi, della Città Metropolitana di Bari e di tutti gli enti competenti, segno di un progetto ritenuto ambientalmente compatibile e virtuoso. La nostra organizzazione di Produttori Olivicoli – spiegano dalla segreteria tecnica della OP - Organizzazione dei Produttori Olivicoli – ha mostrato sin dall’inizio un grande interesse nei confronti dell’iniziativa che si inserisce in un contesto di sistema di filiera integrata e contribuisce a risolvere l’annosa problematica relativa allo smaltimento della sansa, che si ottiene dalla lavorazione delle olive e che oggi rappresenta un rischio e un costo ambientale ed economico per le imprese, convalidando il processo di economia circolare a cui la OP sta lavorando sin da tempo.
La OP - Oliveti Terra di Bari, infatti, sta acquisendo quote societarie della società Sorgenia Biopower e diventerà uno tra i principali fornitori di biomassa dell’impianto assieme alle altre realtà olearie terlizzesi, specificatamente tutti i frantoi presenti sul territorio; la nostra partecipazione garantirà una collaborazione proficua con l’azienda, con il comune obiettivo di favorire lo sviluppo e il benessere per l’intera comunità terlizzese e per tutta la filiera olivicola barese”.

“L’impianto previsto in agro di Terlizzi, lontano dal centro abitato, è utile perché rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare ma è anche urgente – continua l’Organizzazione dei Produttori Olivicoli – perché provvederà a raccogliere la sansa prodotta dai frantoi, evitandone così lo sversamento nei campi, e trasformarla in biometano liquefatto (alternativo al gas russo) e ammendante agricolo naturale, recuperando anche le emissioni di CO2 da destinare ad attività industriali e agroalimentari”.

“Ci auguriamo che la Regione colga il valore di questo investimento sul territorio e che ne favorisca una rapida realizzazione”, concludono dalla segreteria tecnica dell'organizzazione dei produttori olivicoli.
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NO ALL'IMPIANTO BIOGAS A MONSERINO La localizzazione scelta/imposta da "qualcuno" è uno sfregio irreversibile alla vicina via Francigena e a quel che resta del paesaggio rurale a sud della città. Un buco grigio di cemento, con cupole alte oltre 10 metri per 40 di diametro, che ingiottirà centinaia di alberi su una superficie di 5 ettari (9 campi da calcio). Un territorio ed una comunità, quella terlizzese, che dovrà farsi carico della sansa proveniente da un territorio vastissimo con un impatto ambientale devastante. L'impianto andrebbe realizzato in un'area industriale dismessa, prossima ad arterie stradali principali, meglio se connesso direttamente alla rete del gas metano. Fermatevi!

L' Energia bisogna ottenerla in modo naturale dal sole, dal vento e dal moto ondoso del mare, Leggendo l'articolo sempre che questi impianti risolvono il problema dell'inquinamento....vogliono concentrare l'attenzione del popolo su questo e non su tutto il processo finale..che vi spiegherò . 1) Principio della termodinamica..Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma..Analizziamo questa tipologia di impianto che stanno realizzando purtroppo in tutto il mondo..Si va a concentrare tutta la massa (refluo zootecnico, sansa delle olive, scarti vegetali, in alcuni mais, scarti industriali, scarti di potatura, scarti della torrefazione, scarti dei macelli, scarti alimentari,ecc con aggiunta di additivi chimici che servono ad accelerare la produzione e quindi la fermentazione, abbiamo un prodotto finale costituito dal miscuglio di questi prodotti che secondo il mio avviso non possono considerarsi sottoprodotti, ma come un vero e proprio rifiuto costituito da questa massa non omogenea e con concentrazioni di azoto elevatissimo che poi sarà utilizzata come ammendante (concime) nei campi agricoli e quindi nei prodotti che andremo a mangiare. Questo miscuglio composto da varie sostanze presenta un ph acido, dannoso per il terreno, presenta una elevata concentrazione di azoto e se vengono fatte le analisi ci vorrebbe una superficie enorme per lo smaltimento in agricoltura con più diluire questa massa visto l'elevata concentrazione di azoto. Per quanto riguarda l'effetto nell'aria nel raggio di alcuni km vi è di notte e di giorno un emissione di odori (puzza) non piacevole per gli abitanti di quel territorio...Alcuni impianti realizzano al fianco un impianto di depurazione per eliminare il problema della parte liquida, ancora peggio....Se questi impianti nel corso del loro funzionamento vengono controllati in modo onesto , probabilmente non passerebbero i controlli e quindi in poco tempo chiuderanno....Il nostro territorio deve essere salvaguardato e protetto da questi impianti dannosi, che servono a poco e non per risolvere il vero problema del refluo zootecnico o sansa...le strade sono altre..saluti

Magari funzionasse così da fare anche in altri comuni con forte presenza di produzione olivicola

Questi impianti vengono sovvenzionati con le tasse in bolletta andate affanculo

Ma xchè si insiste in quella zona?Gatta ci Cova.

Un altro impianto del genere a Lecce none no

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XYLELLA, PERCHE' QUESTO IMMOBILISMO? / Milioni di euro già stanziati e ancora non erogati. Fondi per i reimpianti bloccati. Una lentezza estenuante, assurda, senza ragione, dopo le battaglie fatte in questi anni e i 300 milioni ottenuti per il Piano di rigenerazione olivicola, con la mobilitazione di migliaia di olivicoltori a Bari, nel Salento, ad Andria e a Roma. A denunciare l'assurdità e gli effetti devastanti sulle aziende olivicole salentine, stamattina, è Benedetto Accogli, presidente di CIA Salento e vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani Puglia, con un accorato appello indirizzato alla Regione dalle colonne de Il Quotidiano di Puglia. Mentre le imprese agricole rischiano la chiusura, e nelle settimane in cui gli ulivi bruciati da Xylella e siccità hanno dato vita a nuovi desolanti roghi, la richiesta che la nostra organizzazione agricola pone a tutti gli attori istituzionali è chiara: si sblocchino le pratiche, vengano erogati subito i fondi, non si perda altro tempo per sostenere i reimpianti ... See MoreSee Less

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Siamo nelle mani di un'incapace che odia i salentini. Emiliano toc toc sveglia dove cazzo stai?

Chiamiamo il nostro presidente di regione Emiliano che invece della sua regione preferisce la cucina.

La Reggio è. Puglia fa schifo conpreso Presidente e tutti i politici

Mo ne servene a iddhi... Poi se rimanene li mannane

I soldi appiccicano alle mani

si fa così, si fa di tutto per non erogare i fondi, poi passato qualche anno si stornano tali fondi in progetti più lucrosi

Io in attesa del saldo della 5.2, pratica iniziata negli ultimi mesi del 2017, ho pagato di tasca mia le fatture dell’impianto di irrigazione e altre sono in attesa di essere onorate da tempo, tra poco mi arrivano i decreti ingiuntivi. E pure ARIF dorme con i ristori per la mancata produzione per gli anni 2018 e 2019, che avevano promesso di rapida erogazione. Non porto a molire un oliva da 10 anni almeno, come tante aziende in ginocchio o che non esistono più. Con promesse e garanzie mi hanno fatto tirare ulivi secolari che se non fosse mancato anni fa, mio padre sarebbe morto alla sola vista!!! Neanche i soldi per la legna ci ho ricavato. Intanto si pagano l’acqua per i campi a peso d’oro e il gasolio è arrivato alle stelle. Ma dove vogliamo andare? Così vogliono rilanciare il settore? È questo l’interesse della Regione per l’agricoltura? Ci aiutano si, ad affondare! Ma tanto a loro che importa? Sono tutti impiegati pubblici con il sedere al fresco l’estate e al caldo d’inverno. Stanno già in ferie, tanti saluti, noi possiamo tranquillamente schiattare. Emiliano VERGOGNA!!

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