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Notizie dal mondo CIA PUGLIA

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CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, è un’associazione di categoria che si occupa di sostenere, tutelare e promuovere la figura dell’imprenditore agricolo e della sua attività. Offriamo servizi alla persona e alle imprese. CAF CIA, CAA, Patronato INAC e altro ancora.

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STRADE DI CAPITANATA / “Un plauso al presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta, che ha tenuto fede agli impegni assunti con CIA Agricoltori Italiani Capitanata nell’incontro avvenuto nelle scorse settimane. Avevamo chiesto una accelerazione sui lavori di adeguamento e messa in sicurezza dei principali snodi stradali provinciali. Con l’individuazione dei soggetti esecutori degli interventi, finalmente si dà avvio alle opere di manutenzione straordinaria per le arterie viarie di competenza della Provincia di Foggia”. Con queste dichiarazioni, è Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, a esprimere la propria soddisfazione e quella dell’organizzazione sindacale degli agricoltori per l’avvio dei lavori di sistemazione stradale annunciato nelle ultime ore da Nicola Gatta. Per gli interventi, saranno investiti 43 milioni di euro. I lavori riguarderanno anche i distretti agricoli del Tavoliere Nord e Sud, oltre che Gargano e Monti Dauni.
IL DOSSIER. Qualche mese fa, CIA Capitanata consegnò un dettagliato dossier al presidente della Provincia di Foggia sullo stato di 30 importanti assi stradali, tutte arterie provinciali giudicate strategiche per le aziende agricole, le imprese zootecniche e gli agriturismi operanti nei diversi territori della Daunia. “Crediamo che, con l’avvio dei prossimi interventi”, ha aggiunto Miano, “si stia finalmente cominciando quell’opera complessiva di risistemazione e messa in sicurezza che occorrerà poi completare. L’inizio è incoraggiante”.
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Speriamo che non dimenticano le strade provinciali delle campagne di Manfredonia( SP80 e dintorni soprattutto )

WEBINAR / La nuova disciplina contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare
www.facebook.com/75823835618/posts/10159994800390619/
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FOGGIA, GRANO IN RIALZO/ Più 10 euro alla tonnellata per il biologico, soltanto 5 euro in più alla tonnellata per le altre tipologie di grano duro: queste le quotazioni nella odierna seduta della Borsa Merci di Foggia ... See MoreSee Less

GRANO DURO / Seppure in lieve rialzo da un paio di settimane, il prezzo riconosciuto ai produttori di grano duro pugliese non è ancora remunerativo. Troppo alti i costi di produzione, quelli di gasolio, energia e materie prime. La questione è stata al centro dell’intervento di Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, durante la riunione del Consiglio direttivo nazionale di CIA Agricoltori Italiani a Roma. Anche in questo ambito, l’organizzazione è tornata a ribadire la necessità di convocare un Tavolo Cerealicolo che metta insieme tutte le componenti della filiera cerealicola: produttori, stoccatori, mugnai e pastai. Nelle Borse Merci pugliesi, il valore riconosciuto alla parte produttiva per il nostro grano duro si attesta attorno ai 500 euro alla tonnellata. Un valore insufficiente se rapportato da un lato ai costi di produzione (materie prime, gasolio, energia) e dall’altro al crollo delle rese: a Foggia, nella Bat e nel Barese la media dei raccolti è sprofondata, attestandosi attorno a una forbice di 20-25 quintali per ettaro. Questo significa che, dovendo sopportare costi di coltura e raccolta pari a oltre 1.200 euro per ettaro, i produttori costretti a vendere il loro grano non riescono nemmeno a recuperare le spese. Il prezzo riconosciuto ai nostri produttori è crollato di circa 100 euro alla tonnellata dal livello più alto registrato ormai oltre due mesi fa. Serve riconoscere ufficialmente, anche nei meccanismi delle Borse Merci, un valore specifico e la relativa premialità per gli elementi che compongono l’identità 100% italiana: dal grano duro alla semola di grano duro. Attualmente non è così, poiché la quotazione relativa alla semola comprende anche la produzione estera. Come è stato fatto per la crisi dei produttori col Decreto sul riso, occorre che il nuovo governo metta al più presto mano a un Decreto che ristori e aiuti i cerealicoltori. ... See MoreSee Less

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Sempre a chiedere sto tavolo tecnico che non arriva mai e non cambia nulla se non il disagio per i produttori.

È sceso di botta ma sta risalendo a centesimi😡. Di questo passo io non semino lascio tutto incolto..

UVA DA TAVOLA, CRISI NERA / Al Consiglio direttivo nazionale CIA, il presidente regionale pugliese e vicepresidente nazionale Gennaro Sicolo è intervenuto sulla crisi profonda che attanaglia il settore dell’uva da tavola con particolare riferimento a Puglia, Sicilia e Calabria, dove si concentrano qualità e quantità più rilevanti dell’intera produzione italiana. Il valore riconosciuto alle produzioni italiane continua a non essere remunerativo. Un problema annoso che le dinamiche geopolitiche in atto (guerra, rincari energetici, speculazioni) hanno reso ancora più drammatico. L’abbassamento del potere d’acquisto di famiglie e consumatori, inoltre, peggiora ulteriormente un quadro molto preoccupante. Il 27% delle aziende ortofrutticole pugliesi è rappresentato da produzioni di ortive, mentre il 58% si colloca nel segmento dei fruttiferi. Nei fruttiferi a farla da padrona è l’uva da tavola, settore in cui la Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende, quantità e qualità della produzione. Il dato complessivo regionale si attesta su una superficie di 25.085 ettari utilizzati e una produzione di 6.400.000 quintali. Per il comparto dell’uva da tavola, incombe, più che in altri comparti, la questione delle royalty da pagare sulle nuove varietà. Sulle uve da tavola senza semi, soprattutto, ma anche su moltissimi prodotti ortofrutticoli e agrumicoli, negli ultimi tempi si sta giocando una vera e propria “guerra dei brevetti”. Le diverse regole anche all’interno dell’Unione europea rendono ancora più difficile la vita dei nostri produttori. L’Olanda, ad esempio, annualmente satura il mercato europeo dell'uva da tavola con prodotto acquistato dall'Egitto, che viene venduto, già confezionato, a un prezzo così basso da penalizzare fortemente i produttori italiani. Chi produce in Italia, lo fa sopportando costi altissimi ed elevati standard di sicurezza e qualità alimentari giustamente a tutela dei consumatori. Quegli stessi consumatori non tutelati, invece, da produzioni estere realizzate a costi e con parametri di gran lunga al di sotto di ogni standard. “Il problema è enorme, anche su questo il governo italiano di prossima formazione e le istituzioni europee non possono continuare a non intervenire con politiche, regole e azioni che finalmente restituiscano dignità, redditività e giustizia ai produttori e alle produzioni italiane” ... See MoreSee Less

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Ma guarda si sono svegliati....

Dovete dare la possibilità di comprare no a quadro euro o anche di più

Il prodotto Egiziano e' sub-standard come quello dell India. Se non riuscite a penetrare I mercati esteri non avete scuse

In corso a Roma il Consiglio direttivo nazionale della CIA. Si discute delle diverse criticità che stanno attanagliando il comparto agricolo. Presente la delegazione pugliese guidata dal presidente regionale e vicepresidente nazionale Gennaro Sicolo ... See MoreSee Less

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