L’associazione degli agricoltori è preoccupata per le conseguenze del maltempo che ha investito la Puglia e che ha distrutto le colture stagionali.

Grandinate nel Leccese, in provincia di Taranto e nell’Alto Tavoliere, piogge torrenziali in tutta la Puglia. La Cia chiede l’intervento del Governo. La nuova ondata di eventi atmosferici eccezionali che ha colpito gran parte della Puglia, un’area molto vasta, con chicchi di grandine come proiettili a infierire sulle colture e pioggia torrenziale a danneggiare tutto il possibile: frutteti, uliveti, ortaggi, vigneti, grano, ogni tipo di coltura, dalle ciliegie ormai andate ai cocomeri, per non parlare di quanto è stato piantato solo da poche settimane e già giace distrutto o seriamente danneggiato. “Sembra una stagione maledetta per gli agricoltori, ci piange il cuore e siamo molto preoccupati: sta andando in malora un intero ciclo di coltivazioni e di raccolti -ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia- Chi non ha avuto la possibilità di assicurarsi è disperato. Bisogna dare a tutti la possibilità di un’assicurazione accessibile e sostenibile, che metta almeno in parte al riparo da rovesci come questi che vanificano il lavoro di un’intera stagione e spesso mettono a rischio la stessa possibilità di sopravvivenza per un’azienda agricola già massacrata da annate assurde e pesantissime”.

La CIA Agricoltori Italiani di Puglia sottolinea la necessità cambiamento radicale della legge sulle calamità naturali e del sistema delle assicurazioni sugli eventi calamitosi, radicalmente, attraverso una discussione che coinvolga le organizzazioni agricole e recepisca le istanze provenienti da un mondo agricolo esasperato. “Sono stati vanificati investimenti rilevanti, sacrifici, il lavoro di un anno intero. I produttori di cui stiamo parlando danno lavoro a decine di persone. Si tratta di un’economia importante, di ore di lavoro, di reddito e sostentamento per tante famiglie. Lasciare che questa gente sia costretta a risollevarsi senza il benché minimo aiuto significa essere pronti ad accettare che molte aziende agricole falliscano, chiudano i battenti, lascino a casa i loro lavoratori. Il Governo prenda coscienza di questo stato di cose, trovi le risorse per intervenire sull’emergenza e, subito dopo, convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi. Chiediamo che sia fatta chiarezza sulle situazioni pregresse e si intervenga celermente su quanto accaduto nelle ultime 24-36 ore e nei giorni che hanno preceduto questa nuova maledetta ondata di maltempo”.